In seguito alla collaborazione tra la Scuola di Restauro “Camillo Boito” dell’Accademia di Belle Arti di Brera e l’Istituto Lombardo, sancita da apposita convenzione del 20 giugno 2019, ha preso il via il progetto di conservazione, restauro e valorizzazione della “Gran Carta d’Italia”, realizzata nel 1845 dall’editore Civelli e dedicata ad Adriano Balbi, membro effettivo dell’Accademia di Scienze e Lettere.
La carta è entrata nel Patrimonio archivistico dell’Istituto milanese a seguito della donazione – occorsa nel 2015 – da parte di Enrica Galli, membro effettivo dell’Istituto, e del marito Paolo Fossati.

Il lavoro è in fase di realizzazione da parte di Maia Gozzini, laureanda in Restauro, sotto la direzione e la guida di Chiara Palandri, Professore di Conservazione della Carta, Coordinatore del “Dipartimento di conservazione della carta, libri, fotografie, film e Digital Media” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, nonché Conservatore senior presso la Biblioteca nazionale di Norvegia a Oslo.

Dopo la realizzazione di indagini conoscitive e diagnostiche, che hanno consentito di identificare la natura dei materiali e delle tecniche utilizzate per la realizzazione dell’opera, si è proceduto alla rimozione delle traverse lignee, costituenti il montaggio della “Gran Carta”, e alla documentazione dei molti frammenti presenti. Si è poi realizzata una pulitura a secco dell’intera superficie dell’opera per rimuovere la polvere e i depositi coerenti. Successivamente si è proceduto con l’operazione di velinatura temporanea, che consiste nel far aderire dei veli di carta giapponese sul recto della superficie dell’opera tramite un adesivo. Questo intervento ha lo scopo di assicurare e fissare gli eventuali sollevamenti della carta e consentire una movimentazione più sicura e agevole. La “Gran Carta” è stata poi girata per controllare e valutare lo stato del verso e della tela di rinfodero. Si è quindi proceduto al distacco a secco della tela di supporto; infatti il vecchio adesivo, una colla di origine animale, aveva ormai perso le sue caratteristiche fisico-meccaniche e si presentava non più coerente.